SULLA DIVINA RIVELAZIONE

Dei Verbum

L’apostolato nella Costituzione Dogmatica

L'apostolato nella "Dei Verbum"

Cristo completa la Rivelazione - Dei Verbum 4

Dio Padre ha mandato suo Figlio, Parola di Dio, per abitare in mezzo agli uomini, uomo tra gli uomini e spiegare loro direttamente i segreti di Dio e compiere la sua missione di Redentore dell’umanità, rendendoli dunque “partecipi (dei nda) beni divini” DV 6

I primi destinatari e testimoni di Gesù Cristo sono dunque i suoi discepoli, che lui personalmente ha scelto, in particolare per primi gli Apostoli.

Gli apostoli e i loro successori, missionari del Vangelo - Dei Verbum 7

Per la perpetua trasmissione del Vangelo, secondo il disegno della Grazia di Dio, Gesù “ordinò agli apostoli che l’Evangelo, prima promesso per mezzo dei profeti e da lui adempiuto e promulgato di persona venisse da loro predicato a tutti come la fonte di ogni verità salutare e di ogni regola morale, comunicando così ad essi i doni divini.

La missione degli apostoli, gli inviati di Cristo, è quella di annunciare la Buona Novella a tutte le genti, ovunque sulla terra, come unica Via per la salvezza dell’umanità intera e a tale scopo vengono resi uomini nuovi dallo Spirito.

Nel giorno di Pentecoste, fondamentale per la vita della Chiesa nascente, gli Apostoli ricevono dallo Spirito Santo i doni necessari  per compiere la missione affidata loro.

Grazie ai doni dello Spirito e ad una vita di santità gli Apostoli e gli Evangelisti riuscirono a compiere la missione loro affidata, testimoniando con la propria vita il Vangelo davanti a tutte le genti, strumenti di Cristo nell’evangelizzazione del mondo.

Il loro mesaggio era sia testimonianza diretta di quanto avevano visto ed appreso vivendo con Gesù. sia ispirazione divina dello Spirito Santo.

Per la trasmissione perpetua delle verità di fede gli Apostoli “lasciarono come loro successori i vescovi“, che sono dunque totalmente rivestiti del mandato apostolico e che necessitano di riadattarne le forme alle diverse epoche storiche, ma assolutamente di non deviare dagli scopi e dalla natura della propria missione.

La Tradizione perpetuata dagli Apostoli e dai loro successori, i Vescovi, insieme con le Sacre Scritture sono “come uno specchio nel quale la Chiesa pellegrina in terra contempla Dio, dal quale tutto riceve, finché giunga a vederlo faccia a faccia, com’Egli è“,

La sacra tradizione - Dei Verbum 8

In questo capitolo vediamo sviluppato il tema presentato nella DV 7.

Gli apostoli di ogni tempo mettono in guardia i fedeli: è necessario attenersi alla tradizione originale, dunque a “quella fede che era stata ad essi trasmessa una volta per sempre“.

Non solo bisogna diffidare da dottrine ed idee che contrastino la tradizione originale, dunque in opposizione al magistero della Chiesa, ma anche lottare per combattere ogni traviamento, inquinamento o eresia per difendere così la vera fede.

La Chiesa, in virtù del mandato apostolico, nella sua perpetua evangelizzazione comunica tutta se stessa ed ogni verità di fede necessaria e sufficiente alla salvezza e al progredire nella santità. All’interno di questo messaggio vi è tutto il nutrimento per diventare cristiani migliori e crescere nella fede, nella speranza, nella carità.

Grazie ai doni dello Spirito Santo la Chiesa, sia a livello comunitario, che a livello del singolo fedele, progredisce in una maggior consapevolezza e conoscenza della Tradizione.

Un bellissimo passaggio, perchè vediamo come, pur rimanendo intatto, immutabile ed inattaccabile il kerygma cristiano, grazie all’illuminazione dello Spirito si arrivi ad una miglior comprensione dei misteri di Dio.

Come una gemma bellissima, composta di infinite sfacettature, che vengono ammirate un pochino di più nella loro bellezza solamente quando la luce dello Spirito le illumina per le nostre menti limitatissime, rendendo la gemma più bella, ma non apportando nulla di nuovo, perchè la gemma è perfetta nelle sue infinite sfumature fin dalla Creazione.

Ciò che fu trasmesso dagli apostoli, poi, comprende tutto quanto contribuisce alla condotta santa del popolo di Dio e all'incremento della fede; così la Chiesa nella sua dottrina, nella sua vita e nel suo culto, perpetua e trasmette a tutte le generazioni tutto ciò che essa è, tutto ciò che essa crede.

DEI VERBUM 8

Relazioni tra la Scrittura e la Tradizione - Dei Verbum 9

Sacra Scrittura e Sacra Tradizione sono i due grandi rami portanti che crescono dallo stesso tronco, vivono dell stessa linfa ed hanno lo stesso obiettivo di produrre più frutto per la Chiesa di Gesù Cristo.

Se la Sacra Scrittura infatti è Parola di Dio dettata dallo Spirito Santo, la Sacra Tradizione affida integralmente la stessa Parola di Dio, comunicata da Gesù e dallo Spirito Santo agli apostoli, ai vescovi, loro successori.

I vescovi hanno il compito di conservare, esporre, diffondere detta Tradizione con le proprie testimonianze di vita.

Sacra Scrittura e Sacra Tradizione sono di pari dignità ed importanza: i due pilastri su cui si fonda la Chiesa di ogni tempo; uno non potrebbe stare senza l’altro.

 

Relazioni della Tradizione e della Scrittura con tutta la chiesa e con il magistero - Dei Verbum 10

L’interpretazione della Parola di Dio, sia nelle Scrittture che nella Tradizione, spetta unicamente al magistero della Chiesa, “la cui autorità è esercitata nel nome di Gesù Cristo“.

Magistero che diviene custode e maestro della Parola di Dio, rivelando solamente quello che è stato trasmesso autenticamente.

Non è possibile dunque separare il Magistero dai due pilastri già visti nella DV 9, cioè Sacra Scrittura e Sacra Tradizione: questi tre pilastri della Chiesa sono necessari l’uno all’altro.

 

Eccellenza del Nuovo Testamento - Dei Verbum 17

La missione degli apostoli è di dare testimonianza a Cristo: l’opera di Redenzione dell’uomo, compiuta specialmente attraverso l’Incarnazione, la Passione e la Risurrezione di Gesù nostro Signore è la sublimazione e il compimento di quanto già preannunciato nel Vecchio Testamento. (DV 16)

Gesù Cristo, figlio di Dio e figlio dell’uomo, si è rivelato a tutti gli uomini ed ha affidato agli apostoli il compito di recare a tutte le genti la Buona Novella, per suscitare la fede e radunare il gregge di Dio presso il buon Pastore per la Vita Eterna.

Origine apostolica dei Vangeli - Dei Verbum 18

La Chiesa ha sempre e in ogni luogo ritenuto e ritiene che i quattro Vangeli sono di origine apostolica

Giovanni e Matteo sono del gruppo apostolico originario, ma la Chiesa attesta che anche gli altri due Vangeli, di Luca e Marco, traggono origine da “uomini della cerchia apostolica” sempre divinamente ispirati dallo Spirito Santo e fra i primi a raccogliere la testimonianza degli Apostoli.

Carattere storico dei Vangeli - Dei Verbum 19

Gli apostoli, dopo l’Ascensione di nostro Signore Gesù Cristo, con una più completa consapevolezza, perchè guidati dallo Spirito Santo tramisero l’Evangelo ai discepoli e ad gentes, sempre testimoniando la veridicità dei fatti narrati.

Questo è un passo importante perchè viene illustrato come gli autori dei Vangeli li scrissero selezionando alcuni eventi tratti dalla vita di Gesù, si pensi anche alla conclusione del Vangelo di Giovanni: “Questi è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera. Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere.” Gv 21,24-25

Qui si intravede uno spiraglio, fatto salvo il giudizio di attendibilità del magistero della Chiesa a rivelazioni di episodi non narrati nei Vangeli, ma ad es. narrati in rivelazioni private nel corso della storia millenaria della Chiesa.

Si raccomanda la lettura della sacra Scrittura - Dei Verbum 25

A corollario di quanto esposto nel Capitolo 10 della Dei Verbum, vediamo come spetti ai vescovi, i pastori del gregge, di istruire tutti i fedeli al corretto utilizzo dei testi sacri, in particolare dei Vangeli, al fine di promuovere e garantirne la diffusione il più possibile poichè la parola di Dio permane in eterno” (Is 40,8; cfr. 1 Pt 1,23-25)