SUGLI STRUMENTI DI COMUNICAZIONE SOCIALE

Inter Mirifica​

L’apostolato

L'apostolato nel Decreto "Inter Mirifica"

Compiti della Chiesa - Inter Mirifica 3

Cristo ha detto agli apostoli: “Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28,19-20)

Nei capitoli 1 e 2 si è rilevato come i mass-media siano degli strumenti molto potenti, che sicuramente possono facilitare il compito dell’evangelizzazione e dunque devono essere ben compresi ed analizzati per sfruttarli al meglio.

La loro valenza risiede nel fatto che possono comunicare, diffondere, influenzare non tanto e solamente i singoli, ma le masse, dunque intere popolazioni e l’umanità tutta. Si vede subito come siano uno strumento potentissimo, eccellente se usato con coscienza, estremamente dannoso e pericoloso se non viene data alcuna indicazione pastorale.

Poichè la Chiesa cattolica si fonda sulla roccia di Cristo, ha l’obbligo di testimoniare e diffondere il Vangelo fra tutte le genti e dunque ritiene non solo di dover utilizzare i mass-media per la propria comunicazione ma anche di istruire gli uomini per usare questi mezzi nel modo corretto. Tante volte spesso infatti non vengono adoperati come strumenti per la propria crescita spirituale ma diventano mezzi per perseguire il peccato e dunque mortali.

I pastori hanno il dovere di aiutare i fedeli ad utilizzare i mezzi di comunicazione nel modo migliore cioè per perseguire “la salvezza e perfezione propria e di tutta la famiglia umana“.

I laici in primo luogo dunque sono chiamati a permeare i mezzi di comunicazione di massa con contenuti e valori cristiani, per rispondere alla grande sete di ogni anima e poter permettere agli assetati di attingere al messaggio evangelico, in ogni paese ed in ogni lingua del mondo. Il messaggio del Vangelo è infatti l’unico davvero importante perchè l’unico a condurre alla salvezza delle anime.

 

Legge Morale e Diritto all'informazione - Inter Mirifica 4-5

Al tempo della redazione della “Inter Mirifica” (1963) i mass media erano molto diversi da quelli di oggi. Non esisteva Internet!

I mass-media dell’epoca erano essenzialmete: carta stampata (quotidiani, riviste, libri, ecc), radio e televisione.

La grande differenza fra oggi ed allora è legato principalmente a due fattori 1)la diffusione di Internet, grande spartiacque nella storia della comunicazione 2)la miniaturizzazione tecnologica dei componenti ed i prezzi sempre più bassi dei componenti tecnologici.

Se non ci fosse stato Internet, avere dei telefonini super avanzati o dei tablet futuristici sarebbe stato inutile: proviamo a pensare ad es. a quanto poco riusciamo a fare nella modalità “offline” col nostro tablet o telefonino.

D’altro canto se i prezzi di pc, tablet e telefonini fossero proibitivi: non sarebbero mezzi di massa per cui Internet sarebbe una rete tecnologica per pochi eletti. Pensiamo solamente alla nascita di Internet, quando la rete esisteva ma nessuno la utilizzava.

La diffusione di Internet e la tecnologia a basso costo ha permesso che il mondo sia diventato in pochi anni globalmente interconnesso. Insieme alla diffusione dell’Inglese come lingua per le comunicazioni, si è verificata un’esplosione di contenuti comunicativi (digitali) mai vista nella storia umana.

 

Persone che accedono ad Internet nel mondo, in %

Qual è il maggior effetto della rivoluzione digitale? Prima di Internet la produzione delle informazioni era in mano a chi controllava i mezzi tradizionali (stampa,radio,tv): un limitato numero di persone al mondo.

Con Internet tutto cambia: ogni persona con un telefonino, anche molto economico, può inondare la rete di immagini, video, notizie, con nessuno sforzo, in pochi secondi.

Ma a fronte di tutti quelli che condividono immagini dei propri gatti, vi sono molte persone che usano questi mezzi per il male: per diffondere l’odio, per la pornografia, per progettare crimini di ogni sorta.

Non v’è più filtro a livello giornalistico, ogni persona è libera nel riversare agli occhi del mondo qualunque cosa.

I capitoli 4 e 5, rileggendoli oggi, assumono dunque una valenza profetica, basti pensare solamente all’argomento delle fake news e al male che circola in rete.

Nel capitolo 4 infatti si dice: “è assolutamente necessario che coloro i quali se ne servono conoscano le norme della legge morale e le osservino fedelmente“, contestualizzando la comunicazione a seconda delle specificità delle persone da raggiungere.

Dunque si pone il problema di educare la coscienza morale ed illuminarla verso il bene: è necessario che la persona sia capace di optare per il bene e non il male al momento di fare le proprie scelte.

Un compito che dura per tutta la vita e che necessariamente è interconnesso all’educazione, in tutti i contesti formativi dove si realizza, primo fra tutti la famiglia (infatti il tema viene ripreso nel capitolo 10 – “Doveri dei giovani e dei genitori”)

Al capitolo 5 si indicano i criteri per cui l’informazione, che assolve al naturale diritto all’informazione di ogni individuo, può essere definita retta.

Nei tempi in cui viviamo, in cui siamo sommersi da ogni genere di fake news, è quantomai importante lottare perchè “la comunicazione sia sempre verace quanto al contenuto e, salve la giustizia e la carità, completa; inoltre, per quanto riguarda il modo, sia onesta e conveniente, cioè rispetti rigorosamente le leggi morali, i diritti e la dignità dell’uomo, sia nella ricerca delle notizie, sia nella loro diffusione. Non ogni conoscenza infatti giova, «mentre la carità è costruttiva» (1 Cor 8,1).

 

La coscienza « è una legge del nostro spirito, ma che lo supera, che ci dà degli ordini, che indica responsabilità e dovere, timore e speranza. [...] Essa è la messaggera di colui che, nel mondo della natura come in quello della grazia, ci parla velatamente, ci istruisce e ci guida. La coscienza è il primo di tutti i vicari di Cristo »

catechismo della chiesa cattolica - 1778

Legge Morale e Diritto all'informazione - Inter Mirifica 13

Compito di ogni cristiano è quello di spendersi affinchè i mezzi di comunicazione siano usati per la crescita spirituale delle persone e non per condurre al peccato.

Oltre a vigiliare e guidare verso una maggior consapevolezza cristiana nell’uso dei mezzi di comunicazione di massa è doveroso che ognuno, secondo le proprie capacità, si sforzi di “rendere testimonianza a Cristo (…) collaborando direttamente all’azione pastorale della Chiesa

I mezzi per rendere testimonianza a Cristo nei mass-media

Nel Capitolo 14 “Iniziative dei cattolici” e nei successivi vediamo alcuni degli strumenti idonei per collaborare all’azione pastorale della Chiesa.

    • Incrementando la “stampa onesta” ossia autenticamente cattolica allo scopo di far conoscere il Vangelo ed i valori cristiani.
    • Leggendo e diffondendo la stampa cattolica
    • Promuovendo film meritevoli, retti e dall’elevato contenuto culturale ed artistico
    • Promuovendo spettacoli televisivi, radiofonici, teatrali moralmente sani (Internet non esisteva, come ricordato prima) e ancor di più emittenti cattoliche

Nei Capitoli 15 e 16 (“Formazione degli autori” e “Formazione degli utenti”) viene messo in risalto il ruolo chiave dell’educazione.

Bisogna anzitutto conoscere i mezzi di comunicazione, quindi studiarli ed aggiornarsi sulle novità (quanto poco è stato fatto su questo versante, purtroppo!) a tutti i livelli di competenza.

La formazione degli utilizzatori finali delle informazioni è parimenti importante, per accompagnare le persone, soprattutto i più piccoli, in un cammino di consapevolezza, far crescere il senso critico e sviluppare una sana moralità.

Ecco che ogni iniziativa in questa direzione viene promossa, come ad es. una giornata annuale per approfondire queste tematiche (che diventerà poi la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali).

Sostenere queste iniziative è un dovere per ogni cristiano, anche economicamente, nei limiti delle proprie capacità: non bisogna scordare che il “fine principale è quello di diffondere e difendere la verità e curare la formazione cristiana della società umana.

Un’efficace attività apostolica a tal riguardo è pensabile solamente nell’unione degli sforzi e dei contributi individuali, per cui si approntano uffici preposti a queste tematiche a livello nazionale, presieduti da vescovi ma composti anche da laici cattolici esperti del settore.

Nel Capitolo 22, profetico, si dice: “poiché l’efficacia di tali strumenti si estende oltre i confini delle singole nazioni e fa sl che i singoli individui diventino quasi cittadini del mondo, le iniziative nazionali in questo settore vengano coordinate anche su piano internazionale.

Lo Spirito Santo che ha guidato i Padri conciliari ha fatto conoscere la globalizzazione mediatica nel lontano 1963!

Esortazione Finale

Riporto per intero l’Esortazione Finale, che conclude in modo perfetto un testo profetico e d’altissima attualità:

Del resto il sacro Concilio confida che questa sua esposizione di principi dottrinali e di norme sarà accolta di buon grado e fedelmente osservata da tutti i figli della Chiesa, in modo che essi, servendosi anche di questi strumenti, non solo non ne riportino danno, ma come sale e luce fecondino e illuminino il mondo. Inoltre esso rivolge la sua esortazione a tutti gli uomini di buona volontà, specialmente a quanti hanno nelle loro mani questi strumenti. Li invita a impiegarli unicamente per il bene dell’umanità, il cui avvenire dipende ogni giorno di più dal loro retto uso. Pertanto, come già avvenne con i capolavori delle arti antiche, così anche da queste invenzioni recenti sia glorificato il nome del Signore, secondo il detto dell’Apostolo: « Gesù Cristo, ieri e oggi e per tutti i secoli» (Eb 13,8).