VIGILIA DI NATALE - riflessione in famiglia

Vigilia di natale

Vigilia di Natale

Meditazione sul Natale, prima della S.Messa della Vigilia 2019

Grazie a Dio, Divina Misericordia, perchè siamo qui ancora a festeggiare insieme in famiglia, un anno dopo.
L’anno scorso eravamo anche con M. (una persona della famiglia morta poco prima di Natale, dopo una battaglia ventennale col cancro – nda), questo ci fa pensare.

Quanto in fretta cambiano le cose, quanto in fretta le persone che più amiamo se ne vanno. Un giorno ridiamo, parliamo con i nostri cari ed un altro giorno non ci sono più, ma se chiudiamo gli occhi vediamo ancora il loro viso, sentiamo le loro voci. Ci sembra impossibile che non li abbiamo più con noi e più il tempo passa e più ci chiediamo il significato profondo di tutto questo. Gli anni passano, ci sembrano tanti ma ci giriamo indietro e ci ricordiamo di quando eravamo bambini, come se fosse ieri. Gli anni sono un soffio che se ne va.

Che senso ha vivere se prima o poi, tutti, moriamo? Non si scappa. Cerchiamo di non parlare di queste cose, della morte, della sofferenza, perchè ne abbiamo paura e tentiamo di esorcizzarle in qualche modo, mettendole sotto il tappeto, ma tutti siamo colpiti dalla sofferenza e alla fine, dalla morte, dei nostri cari e poi la nostra.

Perchè ci piace stare in famiglia, fra le persone che più amiamo? Perchè ci raduniamo ogni anno per Natale, nel nostro caso facendo tanti chilometri e diversi sacrifici? Anche chi dice di non credere in Dio festeggia allo stesso modo, con la famiglia, con chi ama. Il motivo è semplice: perchè nella vita l’unica cosa che conta è l’amore, tutti noi lo sappiamo, lo viviamo ogni giorno. Anche chi non crede in Dio sente che l’Amore è la cosa più importante.

L’amore dei genitori per i figli, l’amore dei figli per i genitori, l’amore dei nonni per i nipoti, l’amore per i fratelli e sorelle, zii e zie, parenti ed amici.
Le cose che abbiamo passano, tutte le cose di cui ci circondiamo, ingordi, inutili, che ci fanno distogliere l’attenzione da quello che conta davvero. Le case, le macchine, i telefoni, le tv, i computer, le scarpe, le borsette, le collane.

Alla fine sono le cose a possedere noi, le cose che possiedono una persona, questo è il grande dramma di questi tempi. In senso lato non solo gli oggetti materiali ma tutto quello che è inutile e che ci distoglie dall’unica cosa importante nella nostra vita: l’amore per DIo e per i nostri fratelli ci possiede, ci sbrana nella nostra anima.

Piaceri di un attimo che lasciano delle ferite sempre più profonde, ferite che ne chiamano altre sempre più gravi, fino a ritrovarci col cuore strazioto, con una sete inestinguibile, se non ci rivolgiamo alla fonte dell’Amore.

L’amore è saldo. è una roccia, non passa: rimane invece, è eterno. L’amore rimane ed è eterno perchè Dio, eterno è Amore.
L’amore che abbiamo provato per M. non passa, lo avremo sempre finchè vivremo. La stessa cosa per tutti quelli che non sono più con noi e vorremo che fossero qui a festeggiare con noi.

L’uomo è spinto all’odio, alla guerra, tutta la storia dell’umanità ce lo fa vedere. Le guerre, il fratello che uccide il fratello, gli odi, le violenze, il divario tra ricchi e poveri, il distruggere l’ambiente in cui viviamo, il fare soldi sulla pelle delle altre persone, la schiavitù… tutto questo viene dall’odio non dall’amore.

Tutto l’odio viene dal cuore dell’uomo che crede di poter fare da solo, senza Dio.

Anche nella nostra vita di tutti i giorni lo vediamo, non è facile amare, è più facile odiare. E’ facile amare chi abbiamo più vicini, i nostri famigliari e amici, ma quanta fatica ci costa amare, cioè avvicinarci e cercare di capire e aiutare chi è diverso da noi, chi arriva coi barconi, chi ha la pelle nera e sta agli angoli delle strade, chi viene da noi chiedendoci qualche soldo, chi è barbone e senza casa chi è drogato e preferiamo non vedere.

Amare costa fatica perchè il vero amore è sacrificio.

Fra poche ore nasce per noi la Divina Misericordia, Amore assoluto, eterno, che non passa.
Dio nasce bambino, già con le piccole braccia aperte, ancora non parla, non serve parlare per amare: è appena nato ma già ama.

Le braccia aperte del bambino Gesù sono infatti il suo abbraccio per noi, il suo invito d’amore. Gesù bambino che è Dio, dal primo istante di vita nel suo abbraccio ci dice “io vi amo e sono pronto ad abbracciarvi come un papà, come una mamma, come un nonnno od una nonna”.

E lui ama tutti, non come noi che amiamo solo quelli che è facile amare. Talvolta non riusciamo ad amare nemmeno chi abbiamo più vicino, i nostri parenti, i nostri amici. Lui invece, il bambino Gesù, dal primo istante di vita ha queste piccole braccia aperte, che vediamo bene nei presepi.

Gesù bambino ama con amore infinito anche chi non crede in lui, chi lo bestemmia ogni giorno, chi pensa che sia solo una favola della Chiesa, lui ama tutti, è a braccia aperte e ci aspetta, aspetta solo che noi facciamo un passo verso di lui, aspetta solo che noi apriamo a nostra volta le braccia per abbracciarlo, come se fosse nostro figlio, nostra figlia, nostro nipote, nostra mamma, nostro papà.

Gesù bambino, che è Dio, è amore che nemmeno possiamo capire perchè un amore che supera in modo infinito ogni amore umano.

Finchè abbiamo vita su questa terra abbiamo lo straordinario dono di poter amare Dio, di poter a nostra volta aprire le nostre braccia per abbracciare questo bambino, e dirgli, mentre lo abbracciamo “Sì, ti amo, perchè solo L’amore, che sei tu, è importante in questa vita. Ti voglio abbracciare come se abbracciassi mio figlio, mia figlia, mio nipote, mia mamma, mio papà”

Non è mai troppo tardi, qualunque cosa abbiamo fatto in passato viene perdonata da Dio.

Cerchiamo di abbracciare questo bambino. Cerchiamo di vedere in ogni altro uomo questo bambino. Cerchiamo di vedere il volto di questo bambino che nasce fra poche ore anche nei nostri famigliari e amici e amarli e perdonarli anche quando ci fanno del male.

Cerchiamo di vedere il volto di questo bambino nei poveri che arrivano coi barconi, in chi ha la pelle nera e sta agli angoli delle strade in chi viene da noi chiedendoci un soldo e che mandiamo via arrabbiati, in chi è barbone e muore di freddo nelle nostre strade. Se trattiamo queste persone con amore, come se fossero nostri parenti e amici è come se avessimo aiutato Gesù bambino, è come se avessimo aiutato Dio in persona e Dio non dimentica chi lo ama e lo aiuta.

Perchè vale la pena vivere se tutti dobbiamo morire dunque?

La risposta è: per amare. Amare questo bambino che è Dio. Amare questo bambino in tutte le persone attorno a noi, a partire da quelli che ci costa più amare.

Se facciamo così, il Bambino che nasce fra poche ore ci assicura che quando moriremo abbracceremo non soltanto lui ma tutti i nostri cari ed acquisteremo anche nuovi perfetti amici nell’amore di Dio.

Gesù bambino ci promette che staremo con lui e con i nostri parenti ed amici per l’eternità, nell’Amore, non per qualche anno ma per l’Eternità, non esisterà più il tempo allora ma saremo in una festa infinita, in un banchetto pieno di gioia infinito.

Vale la pena vivere solo per questa promessa, cioè la promessa che l’amore verso Dio e verso i fratelli vince la morte, perchè ci fa guadagnare la vita Eterna, cioè la gioia eterna di stare con chi amiamo, per sempre.

Fra poche ore è Natale. Natale vuol dire nascita: fra poce ore nasce Dio per noi uomini. Nasce umilissimo, al freddo, poverissimo, senza coperte, respinto da tutti per farci capire cosa conta davvero nella vita, esempio per noi.

Ogni ora che abbiamo su questa terra, prima di morire possiamo nascere nuovamente anche noi, se apriamo le braccia per abbracciare questo bambino. Iniziamo ad amare questo bambino tutti insieme, abbracciandolo fra poche ore in Chiesa, a mezzanotte. Non perdiamo tempo, la vita passa in fretta, ma l’amore e gli abbracci restano.
Buon Natale

Collegamenti Esterni

Lettera Apostolica Admirabile signum – Papa Francesco, sul significato e valore del Presepe

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