L'apostolato nella lettera a

Paolo servo di Dio e apostolo di Cristo

Tt 1,1-4

Paolo si introduce con una forma a lui cara “servo di Dio e apostolo di Gesù Cristo ”.

Si veda a proposito quanto già scritto per Rm 1,1-7 e 1 Cor 1,1-3. Paolo è prima di tutto “servo di Cristo Gesù” (Rm 1,1) ed è servo chi rinnega se stesso e sceglie di affidarsi totalmente alla volontà di Cristo per farne la volontà.

Paolo dice di aver ricevuto la grazia di essere “apostolo per chiamata, scelto per annunciare il vangelo di Dio” (Rm 1,1) e che tutti i cristiani di ogni tempo, sono “amati da Dio e santi per chiamata“. (Rm 1,7)

Il senso della nostra vita cioè il progetto che Dio ha su ognuno di noi, fin dalla Creazione è la nostra santificazione in Gesù Cristo, Divina Misericordia, nostro Redentore, attraverso l’amore che portiamo a Dio e al prossimo.

Le qualità dei pastori

Tt 1,5-16

Paolo raccomanda a Tito quello che già gli ha ricordato in precedenza, ossia le qualità che devono essere posseduti dai pastori della Chiesa, che, in quanto “amministratore di Dio, deve essere irreprensibile“. I pastori devono brillare come esempi di virtù e nelle opere buone.

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Tutto è puro per chi è puro, ma per quelli che sono corrotti e senza fede nulla è puro: sono corrotte la loro mente e la loro coscienza.

Lettera a TITO 1,15

Ancora sui pastori

Tt 2

Paolo prosegue con la descrizione sulle qualità di un buon pastore. Tito deve essere un “esempio di opere buone: integrità nella dottrina, dignità, linguaggio sano e irreprensibile, perché il nostro avversario resti svergognato, non avendo nulla di male da dire contro di noi.

Ogni pastore deve sforzarsi di “rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere in questo mondo con sobrietà, con giustizia e con pietà“, sulla scia del Buon Pastore, Gesù Cristo, che ha dato l’esempio.

Se la vita di un pastore è salda nella fede e prodiga di buone opere, automaticamente la sua autorità non verrà discussa perchè la sua luce sarà brillantissima per tutti gli altri uomini.

La vecchia vita e la rinascita in Cristo

Tt 3,1-3

Paolo contrappone lo stile di vita di un buon pastore con la vita del vecchio Saulo, il sanguinario persecutore della Chiesa, una vita vissuta nella malvagità e nello sfreno dei vizi, da cui è stato tratto in salvo grazie alla Divina Misericordia di Dio sulla via di Damasco.

Paolo e la Divina Misericordia - parallelo con Santa F. Kowalska

Tt 3,4-7

Intravediamo qui l’Immagine della Divina Misericordia donataci tramite S.Faustina Kowalska (estratto da: La Misericordia Divina nella mia anima – Quaderno 1, UN SEGRETO DELL’ANIMA. Wilno 1934)

Lettera a Tito

Ma quando apparvero la bontà di Dio, salvatore nostro,
e il suo amore per gli uomini,
egli ci ha salvati,
non per opere giuste da noi compiute,
ma per la sua misericordia,
con un’acqua che rigenera e rinnova nello Spirito Santo,
che Dio ha effuso su di noi in abbondanza per mezzo di Gesù Cristo, salvatore nostro,
affinché, giustificati per la sua grazia, diventassimo, nella speranza, eredi della vita eterna.

La Misericordia Divina nella mia anima

“I due raggi rappresentano il Sangue e l’Acqua. Il raggio pallido rappresenta l’Acqua che giustifica le anime; il raggio rosso rappresenta il Sangue che è la vita delle anime… Entrambi i raggi uscirono dall’intimo della Mia Misericordia, quando sulla croce il Mio Cuore, già in agonia, venne squarciato con la lancia. Tali raggi riparano le anime dallo sdegno del Padre Mio. Beato colui che vivrà alla loro ombra, poiché non lo colpirà la giusta mano di Dio.”

Saper lottare ma anche evitare le polemiche inutili

Tt 3,8-11

L’apostolo, il pastore, l’educatore non deve stancarsi di testimonare il Vangelo, per sollectiare lo sforzo dei credenti alla santificazione; al tempo stesso sono da evitare sia le polemiche inutili che l’insistere troppo su chi non vuole saperne: “Dopo un primo e un secondo ammonimento sta’ lontano da chi è fazioso, ben sapendo che persone come queste sono fuorviate e continuano a peccare, condannandosi da sé.” sempre comunque sforzandosi “di non parlare male di nessuno, di evitare le liti, di essere mansueti, mostrando ogni mitezza verso tutti gli uomini.