L'apostolato nella lettera agli

Paolo apostolo di Cristo per volontà di Dio

Ef 1,1-2

Paolo introduce il proprio apostolato con una forma a lui cara “apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio” (lo stesso saluto usato anche in 1 Corinzi, 2 Corinzi, Efesini, Colossesi, 1 Timoteo, 2 Timoteo).

Si veda a proposito quanto già scritto per Rm 1,1-7 e 1 Cor 1,1-3. Paolo è prima di tutto “servo di Cristo Gesù” (Rm 1,1) ed è servo chi rinnega se stesso e sceglie di affidarsi totalmente alla volontà di Cristo per farne la sua volontà, non la propria.

Paolo dice di aver ricevuto la grazia di essere “apostolo per chiamata, scelto per annunciare il vangelo di Dio” (Rm 1,1) e che tutti i cristiani di ogni tempo, sono “amati da Dio e santi per chiamata“. (Rm 1,7)

Il senso della nostra vita, il progetto che Dio ha su ognuno di noi, fin dalla Creazione è la santificazione in Gesù Cristo, Divina Misericordia, nostro Redentore, attraverso l’amore che portiamo a Dio e al prossimo.

Gli Efesini sulla strada giusta

Ef 1,13-19

Paolo è contento delle notizie riguardo il crescere nella fede degli Efesini. L’apostolo, lontano dai propri fratelli cristiani, ne è vicino comunque e intercede per loro con le proprie preghiere per accrescere la loro fede. Anche gli Efesini hanno ricevuto lo Spirito Santo, caparra dell’eredità futura.

Paolo prigioniero di Cristo - I doni dello Spirito

Ef 3,1-13

Paolo è “prigioniero di Cristo per voi pagani“, in duplice chiave, come spesso nei concetti espressi da Paolo: sia fisicamente (le lettere agli Efesini, ai Colossesi, ai Filippesi e a Filèmone si fanno risalire infatti alla prima carcerazione dell’apostolo subita a Roma negli anni 61-63 d.C.) sia in senso della missione, molto dolorosa ma sublime insieme, di essere l’aposotolo delle genti. La conversione di Paolo, per grazia di Dio è infatti stata così repentina ed inaspettata che ora l’apostolo non può pensare ad altro che compiere il proprio apostolato senza risparmiarsi, in modo necessario e assoluto “Infatti annunciare il Vangelo non è per me un vanto, perché è una necessità che mi si impone: guai a me se non annuncio il Vangelo! (1 Cor 9,16)

Paolo ricorda come la sua chiamata è merito della Grazia di Dio, per mezzo di una rivelazione privata di Gesù stesso (l’episodio della conversione di Saulo sulla via di Damasco).

Ancor più importante, il fatto che, grazie allo Spirito di Dio ora gli apostoli ed i discepoli che hanno ricevuto lo Spirito, promesso da Gesù dopo la sua Risurrezione, possano penetrare più a fondo nel Mistero della Salvezza, in particolare nel mistero del Corpo Mistico, di cui Gesù è il Capo, Corpo Mistico in cui noi cristiani possiamo partecipare come membra, per merito proprio dello Spirito Santo.

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Leggendo ciò che ho scritto, potete rendervi conto della comprensione che io ho del mistero di Cristo. Esso non è stato manifestato agli uomini delle precedenti generazioni come ora è stato rivelato ai suoi santi apostoli e profeti per mezzo dello Spirito: che le genti sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità, a formare lo stesso corpo e ad essere partecipi della stessa promessa per mezzo del Vangelo

lettera agli efesini 3,4-6

La diversità dei carismi nella Chiesa

Ef 4,11-16

La diversità dei carismi nella Chiesa, a maggior gloria di Dio. Una Chiesa con carismi diversi è una Chiesa più ricca e più adatta sia a rispondere alle diverse sfide che affronta, sia a realizzare pienamente le diverse inclinazioni ed abilità dei propri membri, fatto salvo che ogni dono deriva dallo Spirito. Ogni cristiano attraverso il Battesimo rinasce infatti a vita nuova come membra, secondo le proprie funzioni, nel Corpo Mistico della Chiesa di cui Gesù Cristo è il Capo.

Si veda anche: “Come infatti il corpo è uno solo e ha molte membra, e tutte le membra del corpo, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche il Cristo. Infatti noi tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spirito in un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti siamo stati dissetati da un solo Spirito.” (1 Cor 12,12-13)

Da lui tutto il corpo, ben compaginato e connesso, con la collaborazione di ogni giuntura, secondo l’energia propria di ogni membro, cresce in modo da edificare se stesso nella carità.

Abbandonare l'uomo vecchio e rinnovarsi nello Spirito

Ef 4 e Ef 5

Paolo esorta a non cadere più nei comportamenti del passato, alle passioni e alle tentazioni della carne: non è facile ma bisogna rinnovarsi, rivestirsidelle armi della Luce per riuscire a combattere le tentazioni e abbandonare le vecchie vie. Chi ha ascoltato il Vangelo non può più volontariamente, per il piacere passeggero, rovinare la propria anima, lo sguardo deve essere fisso sui beni eterni, non su quelli effimeri.

Essere ricordato nelle preghiere

Ef 6,19

La richiesta di Paolo di essere ricordato nelle preghiere degli Efesini, per ricevere i doni dello Spirito e più efficacamente annunciare il Vangelo di Gesù.