L'apostolato nella lettera ai colossesi

Colossesi

Paolo apostolo di Gesù Cristo per volontà di Dio

Col 1,1-2

Paolo è “apostolo di Gesù Cristo per volontà di Dio“. Si veda a proposito quanto già scritto per Rm 1,1-7 e 1 Cor 1,1-3. Paolo è prima di tutto “servo di Cristo Gesù” (Rm 1,1) ed è servo chi rinnega se stesso e sceglie di affidarsi totalmente alla volontà di Cristo per farne la sua volontà, non la propria. Paolo dice di aver ricevuto la grazia di essere “apostolo per chiamata, scelto per annunciare il vangelo di Dio” (Rm 1,1).

Tutti i cristiani di ogni tempo, sono “amati da Dio e santi per chiamata“ (Rm 1,7) Il senso della nostra vita, il progetto che Dio ha su ognuno di noi, fin dalla Creazione è la santificazione in Gesù Cristo, Divina Misericordia, nostro Redentore, attraverso l’amore che portiamo a Dio e al prossimo

Farsi strumento del Vangelo

Col 1,3-10

In questo brano della Lettera ai Colossesi vediamo come il compito dell’apostolo e di ogni cristiano sia di annuciare il Vangelo di Vita, farsi strumento del Verbo, che poi “in tutto il mondo esso porta frutto e si sviluppa“, a seconda del terreno che trova, secondo il volere della Grazia.

In questo caso Èpafra è lo strumento di cui si serve la Provvidenza, per la comunità di Colosse (città dell’Asia Minore, non lontana da Èfeso).

Paolo non sembra direttamente conoscere la comunità di Colosse, ma sembra indirizzare questa lettera sotto richiesta di Èpafra.

Riconciliati in Cristo mediante la Croce

Col 1,21-29

Oltre al concetto della lietezza nelle sofferenze patite da Paolo per la Chiesa, perchè saranno a maggior gloria di Dio, si può leggere nella Lettera ai Colossesi anche un riferimento alle stigmate fisiche che Paolo ha ricevuto, come solo i Santi prediletti nella storia della Chiesa “do compimento a ciò che, dei patimenti di Cristo, manca nella mia carne

Gli apostoli ed i discepoli che hanno ricevuto lo Spirito, promesso da Gesù dopo la sua Risurrezione, possano penetrare più a fondo nel Mistero della Salvezza, in particolare nel mistero del Corpo Mistico, di cui Gesù è il Capo, Corpo Mistico in cui noi cristiani possiamo partecipare come membra, per merito proprio dello Spirito Santo. (vedasi anche Ef 3,1-13)

Esso non è stato manifestato agli uomini delle precedenti generazioni come ora è stato rivelato ai suoi santi apostoli e profeti per mezzo dello Spirito:che le genti sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità, a formare lo stesso corpo e ad essere partecipi della stessa promessa per mezzo del Vangelo” (Ef, 3,5-6)

Lo Spirito Santo è il fuoco che brucia, la forza che conduce gli apostoli per le vie del mondo.

La preghiera, arma potente

Col 2

Paolo, pur essendo lontano dai Colossesi, pur non conoscendoli di persona, li conosce nello Spirito; prega per loro e sostiene per loro una “dura lotta” intercedendo per loro perchè siano consolati e confermarli nella fede, percè non cadano vittime degli insegnamenti dei falsi profeti.

Lettera ai Colossesi

Se dunque siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio; rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra. Voi infatti siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio! Quando Cristo, vostra vita, sarà manifestato, allora anche voi apparirete con lui nella gloria.

Prima lettera ai Colossesi 3,1-4

La prigionia come mezzo per la Grazia

Col 4,2-4

La prigionia come mezzo di cui si serve la Grazia per far conoscere il Vangelo, nulla è mai interamente negativo, in ogni evento, anche quello che appare a noi, stolti uomini, più nefasto, c’è sempre una ragione buona dietro:

E non vi è – passando dalle cose alle persone – e non vi è evento, non pianto, non gioia, non nascita, non morte, non sterilità o maternità abbondante, non lungo coniugio né rapida vedovanza, non sventura di miserie e malattie, come non prosperità di mezzi e di salute, che non abbia la sua ragione buona di essere, anche se tale non appaia alla miopia e alla superbia umana, che vede e giudica con tutte le cataratte e tutte le nebbie proprie delle cose imperfette.” (EV 4,244)

Invito a leggere le parole di Paolo nelle comunità

Col 4,15-16

Bello il passo in cui Paolo invita le comunità cristiane a scambiarsi le lettere che l’apostolo invia loro, per edificarsi.