L'apostolato nella lettera

Seconda a

Paolo apostolo per volontà di Dio

2 Tm 1,1-2

Tipica introduzione paolina, si veda anche Gal 1,1-5 dove Paolo è “apostolo non da parte di uomini, né per mezzo di uomo, ma per mezzo di Gesù Cristo e di Dio Padre che lo ha risuscitato dai morti

In 2 Cor 1,1-2 leggiamo che Paolo è “apostolo di Gesù Cristo per volontà di Dio“. Si veda a proposito anche Rm 1,1-7 e 1 Cor 1,1-3. Paolo è prima di tutto “servo di Cristo Gesù” (Rm 1,1) ed è servo chi rinnega se stesso e sceglie di affidarsi totalmente alla volontà di Cristo per farne la sua volontà, non la propria. Paolo dice di aver ricevuto la grazia di essere “apostolo per chiamata, scelto per annunciare il vangelo di Dio” (Rm 1,1) e che tutti i cristiani di ogni tempo, sono “amati da Dio e santi per chiamata“ (Rm 1,7). Il senso della nostra vita, il progetto che Dio ha su ognuno di noi, fin dalla Creazione è la santificazione in Gesù Cristo, Divina Misericordia, nostro Redentore, attraverso l’amore che portiamo a Dio e al prossimo.

I chiamati per le vie del mondo

2 Tm 1,6-18

La sofferenza per il Vangelo è santa, perchè predicare Gesù Cristo per gli apostoli è l’unica cosa che conta: non dev’esserci più paura, timidezza o vergogna ma bisogna lasciarsi guidare dallo Spirito sulle vie del mondo, affidandosi totalmente a Dio. La vocazione non è per merito delle opere ma un dono di Dio, che sceglie chi vuole, poi resta alla persona di rispondere alla chiamata e perseverare nella scelta di una vita dedicata al Vangelo.

Paolo è “stato costituito messaggero, apostolo e maestro” per il Vangelo da Gesù stesso, sulla via di Damasco. I doni ricevuti devono essere custoditi e fatti crescere con cura nello Spirito.

Soffrire per Gesù

2 Tm 2,1-7

Doveroso per Timòteo insegnare le verità di fede del Vangelo, come ascoltate da Paolo a persone fidate, di comprovata onestà e volenterose di diventare discepoli perchè a loro volta possano diffondere la Parola ad altri, nella trasmissione orale della fede.

Le difficoltà temprano le virtù, la fede viene provata e cresce nelle tribolazioni: non bisogna desistere ma perseverare continuamente “Come un buon soldato di Gesù Cristo, soffri insieme con me.

La parola di Dio non può essere incatenata, perchè Liberatrice

2 Tm 2,8-13

Le catene di Paolo sono motivo di vanto per la diffusione del Vangelo alle genti.

Si veda anche Fil 1,12-2: il fatto che Paolo sia in prigione si volge a vantaggio della predicazione del Vangelo, perchè nei cristiani la sua prigionia è come un mantice che soffia sul loro spirito, dando ancora più forza per testimoniare Gesù Cristo, non importa se qualcuno lo fa anche con “con spirito di rivalità, con intenzioni non rette, pensando di accrescere dolore alle mie catene“, quello che sta a cuore a Paolo è che venga diffusa la Parola di Gesù.

E non vi è – passando dalle cose alle persone – e non vi è evento, non pianto, non gioia, non nascita, non morte, non sterilità o maternità abbondante, non lungo coniugio né rapida vedovanza, non sventura di miserie e malattie, come non prosperità di mezzi e di salute, che non abbia la sua ragione buona di essere, anche se tale non appaia alla miopia e alla superbia umana, che vede e giudica con tutte le cataratte e tutte le nebbie proprie delle cose imperfette.” (EV 4,244)

I doni dello Spirito da chiedere nella preghiera

2 Tm 2,14-26

Paolo elenca le virtù da ricercare per vivere da buon cristiano e da educatore cristiano.

Evitare le liti, comportarsi con dolcezza e mitezza, perdonando sempre anche quando si ha ragione nelle dispute, dare il buon esempio attraverso l’onestà sul lavoro che scaccia l’ozio padre di vizi, la temperanza e la sapienza, e la ricerca nello Spirito di una maggior fede, speranza e carità.

Importante anche il fatto di ricercare la compagnia di altri onesti cristiani, per non venire traviati da cattive compagnie “Sta’ lontano dalle passioni della gioventù; cerca la giustizia, la fede, la carità, la pace, insieme a quelli che invocano il Signore con cuore puro.

Si può leggere anche 1 Tm 6,3-12: il cammino per non cadere non è facile, ma è tracciato da Gesù e da tutti i Santi della Chiesa e dobbiamo guardare sempre al loro esempio “Ma tu, uomo di Dio, evita queste cose; tendi invece alla giustizia, alla pietà, alla fede, alla carità, alla pazienza, alla mitezza. Combatti la buona battaglia della fede, cerca di raggiungere la vita eterna alla quale sei stato chiamato e per la quale hai fatto la tua bella professione di fede davanti a molti testimoni.

Riguardo ai non credenti Paolo supplica ogni credente:

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Un servo del Signore non deve essere litigioso, ma mite con tutti, capace di insegnare, paziente, dolce nel rimproverare quelli che gli si mettono contro, nella speranza che Dio conceda loro di convertirsi, perché riconoscano la verità e rientrino in se stessi, liberandosi dal laccio del diavolo, che li tiene prigionieri perché facciano la sua volontà.

Seconda lettera a Timòteo 2,24-26

I cristiani verranno perseguitati sempre, come Gesù

2 Tm 3,10-17

Paolo avverte Timòteo ed ogni cristiano “tutti quelli che vogliono rettamente vivere in Cristo Gesù saranno perseguitati” come venne perseguitato Gesù, Agnello senza macchia e via via tutti i Santi della Chiesa.

La salvezza deriva dalla fede in Gesù Cristo, la conoscenza delle Scritture edifica per compiere opere di buona volontà verso il prossimo “Tutta la Scrittura, ispirata da Dio, è anche utile per insegnare, convincere, correggere ed educare nella giustizia, perché l’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona.

La predicazione dev'essere instancabile

2 Tm 4

Abbiamo istruzioni per gli apostoli di ogni tempo, come per tutte le lettere pastorali di Paolo.

L’apostolo non deve stancarsi nell’annuncio del Vangelo, sia che trovi un terreno adatto, sia che trovi un terreno chiuso alla Parola: “insisti al momento opportuno e non opportuno, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e insegnamento“; il Vangelo deve essere sempre annunciato, anche per guadagnare alla salvezza una sola anima in più. Il Vangelo deve essere un Sole, sempre acceso per gli uomini, anche se si dovessero stancare della luce e adorare le tenebre, qualcuno potrebbe sempre rivolgersi alla luce nuovamente.

Paolo sente vicina la sua ora ed è soddisfatto di aver “combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede.” La sua parabola, dal feroce e sanguinario Saulo, persecutore dei cristiani a San Paolo, Apostolo delle genti, Santo fra i più splendenti, sta per compiersi.