L'apostolato nella lettera

Seconda ai

Il cammino di fede nelle tribolazioni

2 Ts 1

Da tradizione si pensa che questa lettera sia stata scritta da Paolo subito dopo la Prima ai Tessalonicesi (scritta attorno al 50/51 d.C.) Vediamo che Paolo non usa uno dei soliti modi in cui si introduce alla comunità, vedi ad es. Rm 1,1-7

Qui il saluto è rivolto da Paolo, Silvano e Timòteo, in modo collettivo, alla comunità di Tessalonica.

Paolo nell’introduzione indica come i Tessalonicesi stiano crescendo nel cammino di santità, aumentando nell’amore verso Dio e gli altri fratelli, tanto da essere motivo di vanto per l’apostolo nei confronti delle altre comunità. Tutto ciò avviene tra le prove e le persecuzioni, a maggior merito della comunità di Tessalonica ed il cammino della comunità è sostenuto dalle preghiere degli Apostoli e degli altri cristiani.

La seconda venuta di Gesù - Rimanere saldi nella fede

2 Ts 2

Dopo l’introduzione, incoraggiante per i Tessalonicesi, Paolo li invita a non farsi fuorviare da false dottrine riguardo la seconda venuta del Signore Gesù. Prima deve rivelarsi infatti “l’uomo dell’iniquità, il figlio della perdizione, l’avversario, colui che s’innalza sopra ogni essere chiamato e adorato come Dio, fino a insediarsi nel tempio di Dio, pretendendo di essere Dio.

Paolo preannuncia la venuta dell’Anticristo dunque, ricordando alla comunità quanto loro detto a voce e via lettera, perchè non pensino e si allarmino che questi ultimi tempi siano prossimi.

Nessuno può scrutare nei piani di Dio per l’umanità, bisogna mantenersi saldi nella fede ed essere sempre pronti a quello che la vita ci riserva.

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E lo stesso Signore nostro Gesù Cristo e Dio, Padre nostro, che ci ha amati e ci ha dato, per sua grazia, una consolazione eterna e una buona speranza, conforti i vostri cuori e li confermi in ogni opera e parola di bene.

Seconda lettera ai Tessalonicesi 2,16-17

I santi come modello di vita - L'importanza del lavoro

2 Ts 3

Non bisogna smettere di ricordarsi nella preghiera a vicenda, per ricevere i doni dello Spirito necessari per non soccombere al male.

Bisogna guardare ai Santi come modello per le nostre vita, fonte di ispirazione e imitazione, per provare ad incamminarci sui loro passi; allo stesso tempo è bene non prendere esempio dalle vite dei fratelli che sbagliano, per non cadere negli stessi errori. Tutto dev’essere comunque letto sotto il comandamento dell’amore verso i fratelli, la critica, se necessaria, non deve mirare a colpire la persona ma il comportamento errato, per edificare e non distruggere, ricordandosi sempre che solo a Dio spetta giudicare le persone.

Paolo sottolinea anche l’importanza del lavoro, per non essere vittima dell’ozio, padre dei vizi: lavorare è un impegno ed un dovere di ogni cristiano.